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| Codice: | CHFsc13 |
| Titolo: | Colpo di Sfortuna |
| Autore: | Alternative Armies |
| Copertina: | - |
| Pagine: | 8 |
| Data di pubblicazione: | Marzo 2008 |
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Contenuto:
Uno scenario completo
per giocare a Flintloque, il gioco di schermaglie fantasy-napoleoniche della
Alternative Armies, utilizzando il regolamento
introduttivo da noi pubblicato (CHF1). In
questo scenario si troveranno di fronte un gruppo di Elfi Ferach e un
distaccamento di Trolka che, mentre stanno battendo in ritirata dalle distese
innevate delle Terre Stregate, vengono intercettati da un'orda di Nani Scheletri
e Corazzieri Nonmorti.
Sinossi:
Il freddo… terribile,
implacabile, incessante, sia di giorno che di notte. Nevicava ininterrottamente
da giorni in quel maledetto posto dimenticato da dio e dagli uomini e il torpore
si era ormai impadronito non soltanto dei corpi, ma anche del morale e
dell’anima dei sopravvissuti. L’Unità di Elfi, reduce dalla ritirata da Moskova,
aveva prima marciato e poi arrancato faticosamente per oltre seicento leghe e,
per tutto il tempo, aveva avuto il nemico alle calcagna. Il Maggiore La’Morisse
aveva iniziato la marcia con oltre cento soldati, valorosi e fieri combattenti
al servizio dell’esercito dell’Imperatore Ferach e ora si ritrovava con soltanto
otto superstiti. Alcuni erano caduti sotto il fuoco dei moschetti nemici, altri
erano stati falciati dalle lame avversarie, ma la maggior parte si erano arresi
al freddo. Anche ora, nonostante fosse riparato da numerosi vestiti pesanti,
l’ufficiale rabbrividiva e tremava per il gelo penetrante. Mentre il giorno
volgeva al termine, gli Elfi si erano imbattuti in una baracca, tanto malconcia
da non sembrare quasi un edificio, con il tetto basso e le finestre senza vetri.
Le sue malridotte pareti erano comunque un ottimo riparo contro il vento gelido
e inoltre c’erano dei bassi muretti attorno all’isba, che potevano servire come
barricate di pietra in caso di combattimento. Nel muro della cucina avevano
trovato un forno ancora funzionante, in cui avevano potuto cuocere del pane. Al
Soldato Semplice Bergen era occorsa una ricerca di quasi un’ora, tra la neve
alta, per riuscire a trovare un po’ di preziosa legna utilizzabile per accendere
il fuoco, sul quale vennero cotte le ancora più preziose scorte di farina e sale
per ottenere delle saporite pagnotte. Impartendo ordini decisi, il Maggiore
aveva fatto appostare le sue truppe tutto intorno all’isba e dietro il basso
muretto. Con i baveri alzati per proteggere il viso dal freddo, gli Elfi si
erano messi di sentinella. L’odore fragrante del pane caldo aleggiava attorno
alla casupola, facendo venire l’acquolina in bocca ai soldati, che già
pregustavano il pasto imminente. Erano però sempre allerta, dato che avevano
imparato che era l’unico modo per rimanere vivi in quelle terre inospitali. Il
terreno tremò e la neve sul suolo si mosse impercettibilmente, mentre il
Maggiore si sollevava oltre il basso muro tendendo la mano per salutare il
Trolka che avanzava. Era felice di sapere che i due enormi Trolka, rimasti
separati dalla loro unità, avessero deciso di unirsi alla sua banda di Elfi e,
adesso che erano finalmente giunti all’isba, si sentiva decisamente più
sollevato e al sicuro. Con pazienza, attese che il Caporale Smorgengorgon si
avvicinasse e si fermasse, facendo finalmente smettere di tremare la terra. Il
Maggiore, che era considerato alto per essere un Elfo, arrivava a malapena alla
vita del Trolka. Smorgengorgon lo guardò dall’alto in basso e con voce tonante
ricambiò il saluto. Torreggiando sopra l’ufficiale, appoggiò con noncuranza il
suo gigantesco martello da guerra su una spalla massiccia e disse: “Non abbiamo
vizto nezzun Nonmorto kvi intorno. Penzo ke non ziano nelle vicinanze e potziamo
concederci uno poco di riposo. Ze vuole, Maggiore, può concedere agli Elfi
qualke ora di zonno.” Notando l’espressione scettica sul volto dell’altro Trolka
mentre Smorgengorgon pronunciava queste parole, il Maggiore replicò: “Molto
interessante, Caporale, la ringrazio. Tuttavia penso che voi due dobbiate
rimanere di guardia mentre noi mangiamo, poi vedremo di trovare qualcosa da
mettere sotto i denti anche per voi. Il Soldato Semplice Bergen dice che vi
preparerà una decina di pagnotte a testa, una volta finito di cuocere il pane
per noi.” Sorridendo, i Trolka annuirono e si voltarono, dirigendosi ognuno
verso un lato dell’edificio, a una certa distanza dal muro, per scrutare
l’orizzonte. Il Maggiore era preoccupato mentre tornava all’isba, dove il
Sergente Tourat stava leggendo il suo libro (era una buona cosa, segno che il
morale era alto), ma i Trolka non lo facevano sentire tranquillo. Smorgengorgon
era un buon combattente, ma La’Morisse sapeva che i Nonmorti erano vicini; aveva
visto con i suoi occhi i cavalieri di Spektrov a poca distanza da loro, il
giorno precedente. Forse la vista di Smorgengorgon stava peggiorando, nemmeno
quei giganti potevano resistere in eterno alla neve e al bagliore accecante di
quelle lande perennemente imbiancate. Il Soldato Semplice Hoypless, un ragazzo
troppo giovane per trovarsi in quell’inferno, passò silenziosamente un pezzo di
pane al Maggiore e si allontanò. L’ufficiale sperava fortemente di riuscire a
riportare a casa il ragazzo sano e salvo, anzi confidava che sarebbero ritornati
tutti incolumi. Mentre stava osservando le sentinelle disposte lungo il lato
orientale del perimetro, il Maggiore le vide agitarsi e quindi udì distintamente
lo sparo di un moschetto. Imprecò tra i denti, perché poteva significare solo
una cosa, che i Nonmorti li avevano raggiunti e li stavano attaccando. Perché
Smorgengorgon non aveva visto il nemico avvicinarsi? Il Maggiore tolse l’arma
dalla spalla e preparò il fido moschetto per fare fuoco, quindi corse verso il
muro orientale.
| Alcune immagini tratte dal manuale: | |
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